Lascia un commento

Come un cavallo di troia

La frammentazione della Sinistra, ha favorito che in essa confluissero persone lontane dai veri valori che caratterizzano la Sinistra stessa. Il percorso d’innovazione verso una Sinistra più moderna, ha volontariamente affossato i pensieri che tutelavano la Classe operaia. Il segretario del PD, è stato l’ennesima batosta a quei valori. E’ arrivato e come un cavallo di troia, s’è insinuato nel cuore del partito, inneggiando ad una Sinistra moderna, snella, aperta e possibilistica verso altre parti politiche (vedi Governo delle larghe Intese). Emblematico il “Patto del Nazareno”, tra chi assume ruolo di leader e chi ha sempre individuato in questi, il nemico da combattere. Questa scalata al Governo, è avvenuta in maniera non legittimata dal Popolo e come una specie di “Golpe” ai danni del Premier designato, Enrico Letta (vedi STAI SERENO), si è impossessato del potere. Da li in poi, un’escalation di Provvedimenti, Leggi e Decreti, seguendo solo il proprio ego e non tenendo alcun conto di quanti obiettavano, sia che fossero obiezioni interne o di altri schieramenti politici. Tra le cose fatte da questo Governo, ricordiamo la barzelletta degli 80 euro, elargiti, come fossero a pubblicizzare la peggiore campagna elettorale, poi riassorbiti con un “gioco” di tassazioni. La ripresa economica del Paese, improntata solo sulla costante intensificazione dei tagli alla Spesa Pubblica, che vanno a gravare su: Sanità, Scuola, Servizi; aiuti al cittadino, Ammortizzatori sociali, ecc… Una Politica che pesa sulle Classi Medie e Povere, lasciando inalterata la Pressione fiscale generale; una Politica di protezione per gli imprenditori che però, è pagata dagli operai. Altra spallata alla Sinistra operaia, è senz’altro costituita, dalla Riforma del Lavoro, abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che rientrava nei disegni della Destra berlusconiana e mai portata a compimento, proprio grazie all’opposizione della Sinistra; altra spallata, l’innovazione delle “tutele crescenti”, ennesimo regalo all’imprenditoria… Insomma, il Jobs Act si è rivelata una riforma al ribasso per la Classe operia. Riforma della Legge elettorale, ancora in questo caso, galeotto fu, il “patto del nazareno” dove col compiacimento della destra di Berlusconi, nasce l’Italicum, una Legge assolutamente iniqua che regolamenterà il sistema elettorale. Questo carrozzone, costituito dal Governo, oltre al Premier, vede “loschi individui” che, con fare elegante, credono di prendere in giro tutta Italia, proponendo un referendum per riformare la Costituzione, includendo in tale “deforma” la delegittimazione di fatto, del Senato, nell’ambito della discussione ed approvazione delle Leggi, tutto questo a supporto dell’Italicum, favorendo così, una governabilità assoluta ma, troppo simile ad una dittatura. Ancora in questi giorni, il Premier, ci regala l’ennesimo exploit, sulla realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, dimentico che, nel 2012 avversava la destra di Berlusconi proprio sullo stesso tema. Riusciamo come popolo italiano a riappropriarci dei nostri reali ed assoluti diritti, spazzando via con un colpo di coda, questo Governo che tutto fa, fuorchè tutelarci? Pochi giorni fà, Rezi, ospite dal giornalista Del Debbio, ironizzava minimizzando, le ragioni di coloro i quali sono contrari alla riforma della Costituzione italiana, asserendo press’a poco che: “…il Senato, a volte, rimada indietro una Legge, per una virgola”. Caro Renzi, ecco l’importanza di una virgola: Il Popolo dice, la Costituzione rappresenta la Sovranità! Il Popolo, dice la Costituzione, rappresenta la Sovranità! Le due frasi, sembrano simili, ma il senso è decisamente diverso. …Quindi, io voterò NO.
[Marina Pomante]
Annunci
Lascia un commento

Nessuno escluso.

Continuiamo a veder sbriciolata la nostra dignità. Lo Stato insolvente ai bisogni ed ai diritti degli italiani, non ascolta il Popolo, lasciandolo in balia degli eventi.

Lo Stato assolve al ruolo di manovalanza per banche e “poteri forti”, veri mafiosi che riducono i Governi a funzioni plutocratiche asservite ai loro scopi, Governi che riscuotono il pizzo, poco importa se a farne le spese o a decidere di suicidarsi sono quei cittadini che ancora credono nella correttezza, che ancora si illudono e sperano nell’equilibrio di una civiltà equa e meritocratica.

Nessuno è salvo nella lotteria degli eventi, è come trovarsi in guerra, dove i cecchini sparano da qualunque e in qualunque direzione.

I risparmiatori piccoli o grandi non hanno tutele ne garanzie, lo scarica barile de “l’Europa impone…” permette manipolazioni fino all’estrema conseguenza dell’omicidio di Stato.

Quattro banche salvate ai danni di chi ha creduto in questi Istituti. Ora, per sedare il bailamme del malcontento dell’opinione pubblica, si corre ai ripari, trovando un indennizzo ( solo per alcuni, ISEE docet ) come quando le compagnie aeree ripagano le famiglie dei morti.

Intanto la TV ci racconta quant’è bella la vita, facendoci vedere festosità, trionfalismi e autocelebrazioni dalla “Leopolda”, dove il Premier cicera pro domo sua, in contrapposizione alla notizia che invece, più mestamente, ci informa dell’ennesima morte per disperazione… L’ennesimo imprenditore che decide la propria rivoluzione impiccandosi nel giardino della sua casa pignorata ed ormai venduta all’asta, lasciando il carico di coscienza (posto che ne abbiano) ai compratori.

Dove ci porteranno questi Governi? Per quanto tempo ancora continueremo a nascondere la testa nella sabbia come gli struzzi?

Come in un regime dittatoriale, facciamo la fila per guadagnarci il diritto ad un pezzo di pane, ma la fila, non si fa più con la tessera in mano, si fa in coda ai cassonetti. Questa democrazia, questa “moderna Politica”, veste i panni del più bieco feudalesimo!

Nessuno è incolume, nessuno si senta intoccabile. E’ ora che il Popolo insorga, dando una vera spallata al sistema, ridisegnando l’architettura Politica, facendo si che realmente questa, si assuma la responsabilità dei diritti dei propri elettori, altrimenti l’alternativa è la sollevazione popolare con il conseguente rovesciamento dell’establishment.

[ Marina Pomante ]

Lascia un commento

Wellfare – Assente ingiustificato

Ogni Stato, nell’attuazione del wellfare, destina più o meno risorse. Spesso la sensazione che si avverte è che i troppi “giri di vite” abbiano portato ad una carenza di risorse e di ammortizzatori sociali, penalizzando il cittadino medio e le classi povere.

Il wellfare, un tempo chiamato “stato sociale”, dovrebbe garantire la normale vivibilità di tutti.

la Politica è incentrata nel favorire solo certe classi sociali, usando sotterfugi verbali nella definizione e nella descrizione di alcuni provvedimenti, ad esempio, l’impatto emotivo e sinaptico che provoca l’espressione: Legge di stabilità, è certamente più rassicurante di quello che evoca: Legge finanziaria.

Tornando all’argomento… Sottovalutiamo il valore dello Stato Sociale e non costringiamo i nostri Politici a tenerne la giusta considerazione, come avviene in altri Paesi.

Un Governo che non vuole risultare impopolare, piuttosto che istituire nuove tasse, opta per una politica che andrà a tagliare i costi.

L’affievolimento o la totale mancanza di alcuni ammortizzatori sociali, provoca l’inesorabile “disfatta” degli aventi diritto.

Il Governo come in un pensiero ecclesiastico, ci suggerisce e ci obbliga a privazioni, per poter arrivare alla “beatitudine”… La frase che in questi anni è più in auge sembrerebbe essere: “per il benessere del Paese”, ma le rinunce attengono sempre e solo al Popolo; non si vedono tagli ai benefit dei politici, ne tanto meno un alleggerimento generale dei costi della Politica.

In altri Paesi, i Governi non vanno oltre una Legislatura e non si godono vitalizi  che gravano sulle finanze dello Stato; la loro Politica è incentrata anche sullo Stato Sociale, favorendo il benessere di tutti, attuando provvedimenti contemporanei, tesi solamente in favore dell’evoluzione umana.

Sicuramente se ci fosse stata più attenzione da parte nostra e se in più di 70 anni di Repubblica non si fosse sperperato o rubato, anche l’Italia avrebbe un deficit non estenuante e potremmo definirci al pari di questi Paesi. E’ la mentalità che dovrebbe cambiare, se anche i nostri Governi adottassero gli stessi regimi economici, avremmo la possibilità di ottenere ammortizzatori sociali più ampi, favorendo così, il benessere del cittadino che, nel percorso della propria esistenza, potrebbe trovarsi a rivedere i propri interessi e le proprie ambizioni.

Una postilla per ricordare… Noi italiani, siamo conosciuti nel Mondo, per le nostre doti artistiche ed il nostro spirito avventuriero, immaginare Cristoforo Colombo dietro ad una scrivania, è improbabile! Per non citare poi tutti i grandi artisti che rappresentano l’Italia.

Il mio auspico è che nei prossimi anni, questo Paese inizi a ragionare abbracciando un pensiero illuminista, teso a favorire, promuovere e tutelare, tutte quelle forme artistiche che finirebbero col dar lustro all’Italia.

Le potenzialità inespresse di chi potrebbe in futuro diventare un artista riconosciuto, sono attualmente soffocate da un oscurantismo che deriva da una condizione economica sofferente, ma anche e soprattutto, da un retropensiero d’appartenenza fascista. La rincorsa al superuomo allontana la vera ricchezza di cui ancora godiamo e beneficiamo.

Se non ci fosse stato il Rinascimento e coloro che promuovevano le arti, oggi non avremmo un gettito economico dovuto proprio alle meravigliose bellezze che rendono unico il nostro Paese.

[ Marina Pomante ]

Lascia un commento

Incursioni nella dignità

Con il susseguirsi dei tempi, si rivivono epoche già vissute, addirittura per alcuni argomenti, i passi avanti paiono non essere mai realmente avvenuti.

Il maschilismo, che non ha epoca, continua in tutte le sue forme ad essere presente in una società che si reputa evoluta.

Quest’epoca impone due realtà che scorrono su binari paralleli, l’una integrata col Mondo, poiché allineata, l’altra piena di frustrazioni, privazioni e malcontento.

Tutto questo favorisce una Politica qualunquista, volta a coprire i propri interessi, lasciando gran parte del Popolo in balia di se stesso.

la Politica, latente verso i bisogni dei cittadini, non adempie ai doveri richiesti. I politicanti, preoccupati solo di dare “contentini”, trascurano che la vera esigenza è proprio il lavoro e la dignità che ne consegue.

Il malumore che serpeggia negli animi di tanti italiani deriva dal non poter garantire una vita decente ai propri figli, perché lo Stato ha deciso di non creare una Politica Sociale a tutela di chi già 40enne o 50enne si trova fuori dal mondo del lavoro. Esso si preoccupa di regalare 500,00 euro ai maggiorenni, perché le elezioni sono vicine ed è facile far breccia nei cuori dei giovani in questo modo… E’ questo che ormai si insegna ai ragazzi. Lo Stato diventa come quel genitore, spesso assente che compensa le sue mancanze elargendo denaro e regali. Quei ragazzi, compreranno l’ennesimo PC, ma dovranno continuare a “fare i conti” con le realtà che vivono, perché molti di loro, hanno padri e madri senza lavoro.

La Politica deve avere come priorità il benessere dei cittadini, invece crea ulteriori spaccature, rendendoci ancora più distanti l’un l’altro.

Prescindendo dalla famiglia, il primo nucleo di aggregazione è il Comune di residenza e quando questo si dimentica dei propri cittadini, il loro primo oggetto di sfogo è proprio il vicino di casa, come a rievocare diatribe primordiali di memoria australopiteca.

Bisognerebbe sforzarsi di convogliare le energie nell’unità di popolo, perché il vero “malessere” non sta nel vicino di casa ma nella mancanza di certezze che ci rende acrimoniosi. E’ una condizione “sine qua non”, che abbiamo il dovere di mutare, altro non fosse se non per consegnare un Mondo migliore a chi ci succederà.

[ Marina Pomante ]

Lascia un commento

Solidarietà ritrovata?

L’individualismo imperante, parrebbe essere la principale dottrina dei nostri tempi.

Perseguiamo la ricerca spasmodica del benessere, fino alla deriva del pensiero che ci obbliga a circondarci del superfluo, purché questo, sia costoso o rappresenti lo status che ci conferisca quel presunto valore aggiunto nella società.

Siamo tutti pronti a commuoverci al cospetto di storie di penosa umanità, a patto di esserne testimoni solo come telespettatori… Guai a provar ad interessarsi del vicino che proprio no ce la fa a pagare l’affitto e men che meno, a farsi carico di solidarietà in solido. Che ci pensino le istituzioni! Non sia mai che un privato cittadino avverta il sentimento di far qualcosa per il prossimo, rimettendoci del denaro di tasca sua!

– Se me lo dicevi prima… Cantava Enzo Jannacci, prendendo in giro ed accusando chi “fa spallucce” o peggio, accampa scuse per sfuggire alle richieste d’aiuto.

Eppure, quando il bisogno, diventa tragedia, quando qualcuno non ce la fa più e decide di arrendersi, arrivano i bei discorsi e le accuse allo Stato distratto che non si cura di chi non ha mezzi.

Un po’ come per lavarsi la coscienza, ci si reca a portare il tardivo tributo alla solidarietà, un fiore, un biglietto, un pupazzo di peluches… Se lo avessi saputo, se avesse chiesto aiuto prima, si fosse rivolto alle persone giuste, in grado di aiutarlo… Quanta ipocrisia e quante lacrime di coccodrillo sulle macerie di un’umanità così prossima, così vicina, troppo vicina che quasi disturba, rompe gli equilibri della “normalità”, ci induce a girar la testa per non  sentirci obbligati dalla coscienza.

E se adesso, davvero, ci trovassimo a combattere un’insolita guerra con questi “nemici” distanti da noi anni luce, così diversi nel pensiero e nei comportamenti, così spietati nella lotteria dell’attacco.

Forse ritroveremmo la necessità di provare attenzione per il vicino, per la gente comune?

Davvero potremmo sperare che un problema che ci accomuna ci costringerà a rimettere in cima alla scala dei valori, l’umanità?

[ Marina Pomante ]

 

Lascia un commento

LA RICERCA DELLA FELICITA’

Per anni, l’appartenenza ad un partito l’avevo sopita, come tanti italiani disillusi, nessun leader mi rappresentava, facevo fatica a considerarmi di Sinistra, con una Sinistra ormai inesistente, con principi e valori ormai buttati nel cesso.
L’ultimo Governo poi, ha superato tutte le mie aspettative, ha imposto un nuovo Premier, spodestando chi c’era, facendo Leggi che non tutelano la libertà e l’induvidualità del Popolo. Soffocando qualunque forma democratica di dissentimento, assumendo carattere totalitario e imponendo “Leggi bavaglio” proprio per tutelare se stesso.
La cosa assurda è che in questo orribile complotto si siedono al tavolo tutti senza nessuna differenza di colore politico, unica eccezione è il M5S che, con il suo modo eccessivo, plateale, di opporsi a questa pantomima, risulta l’unico a rappresentare la completa indignazione del popolo italiano.
E’ come se loro, fossero seduti alla tavola degli italiani dove si fa ormai fatica a garantire il pasto.
I politici, credo che non abbiano una reale visione della realtà oppure fingono di non capirla.
Si oppongono al diritto di un reddito di cittadinanza, non garantendo neanche il diritto al lavoro, come sancito nel primo articolo della Costituzione.
Fanno leggi che non tutelano neanche il diritto alla Sanità. E’ in discussione proprio in queste ore, un provvedimento che interesserà 208 prestazioni ed esami, che fino ad ora avevano carattere di gratuità e si sta pensando di procedere al loro”taglio”.
“La buona scuola”, altra riforma che arriva persino a stravolgere ed alterare la figura del preside rendendolo un collocatore insidacabile… tutte queste RIFORME, hanno in realtà lo scopo di invalidare tutte li Leggi e Normative che sono a tutela del popolo, per trasformarle in qualcos’altro che invece lo renda suddito.
ieri, quasi meravigliata, parlando del M5S, con un amico, ho esordito dicendo: -NOI abbiamo… ecco, quel NOI, detto quasi senza pensare, mi ha fatto capire quanto io mi senta identificata nel Movimento.
Tutti i Governi europei, guardano alla filosofia americana, dove la ricerca della felicità è addirittura uno dei punti salienti della Dichiarazione d’Indipendenza, ma la felicità dei popoli si ottiene conferendo loro serenità e garantendogli le principali necessità umane.
La vera rivoluzione individuale è proprio il diritto alla felicità.
“L’uomo ha diritto alla felicità” è il vagito di una nuova umanità, un canto più forte di mille peana, capace di far fremere l’immensa assemblea del genere umano e di mettere in marcia milioni di uomini verso la conquista della propria dignità.

Marina Pomanteragazza che guarda l'orizzonte

Lascia un commento

STASERA TUTTO è POSSIBILE, OVVERO: IL SUCCESSO DELLA SEMPLICITà

Un mattatore d’ilarità in prima serata. Amadeus conquista gli ascolti in prima serata.

amadeus 4

Finalmente in prima serata, un programma semplice e divertente che non ha la pretesa di imporsi con la solennità che
potrebbe pretendere. Eppure questo programma, ci tiene incollati davanti allo schermo dall’inizio alla fine. riesce a
ricreare lo spirito dell’allegria delle feste tra amici, riportando alla mente i ricordi dell’adolescenza e dei giochi
da gita fuori porta che, avevano il potere di aggregarci tutti e lo sberleffo era consetudine ma, era tutto bonario e
mai c’era antagonismo l’uno con l’altro.
Gli ospiti, perfettamente integrati nello spirito di gruppo, ridono e si prendono in giro coinvolgendo lo spettatore
fino alle lacrime.
Il segreto della semplice bellezza del costrutto del programma, sta proprio nella miscellanea degli “attori”, i quali,
si cimentano in un florilegio di giochi, guidati dalla sapiente direzione di un abilissimo Amadeus che, divertendosi
egli stesso, finisce con l’essere il primo fruitore dell’ilarità.
Uno dei punti di forza del programma è sicuramente, “la stanza inclinata” dove si avvicendano gruppi di ospiti
improvvisando scenette banali, ma che, grazie all’impossibilità di conquistare l’equilibrio, diventano esilaranti.
Altra situazione, comico-demenziale realizzata semplicemente con una ripresa dall’alto dove i protagonisti sdraiati sul
pavimento che ricrea scenari verosimili, danno luogo ad un piccolo sketch surreale quanto comico, proprio grazie alla
simulazione del movimento dei protagonisti.
Non si arriva mai al trash, anche quando lo spettacolo lo “imporrebbe”, come nel gioco della formazione delle lettere.
Questo programma ha successo perchè è supportato da bravissimi autori e da tutto lo staff che concorre alla sua
realizzazione; è il ” dietro le quinte” che fa la differenza!
Stasera tutto è possibile, come recita il titolo dello show, rende davvero giustizia al concetto che esprime e che
promette, di fatto gli ospiti, non necessariamente fissi, provengono da realtà diverse e i loro ambiti artistici
riguardano attività non proprio contigue. Allora tutto è possibile e non solo rifererito ai giochini da intrattenimento
televisivo, ma proprio alla bellezza dello stare a guardare degli artisti che, per una volta, non manifestano
atteggiamenti di malcelata gelosia ma, trovano invece, soddisfazione nel lavorare per l’obiettivo comune, non ravvisando
tra essi, ne dandone sensazione al telespettatore, di individuare o riconoscere posizioni di subordinanza.
Bel lavoro anche in questa fase, da parte degli autori.

Marina Pomante