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Sotto il fuoco amico

La guerra più subdola che si possa innescare in un popolo, è quella quotidiana fatta di tante privazioni.
Lo Stato che subdolamente fa riforme che annientano anni di battaglie da parte dei lavoratori, calpestando diritti e concedendo al datore di
lavoro l’arma per licenziare… Ecco che si crea un’alienazione, chi resta nel lavoro aumenterà le ore di servizio, per soddisfare i costi di
produzione con un elemento in meno come fosse immerso in una realtà fantozziana. Quindi alienazione e frustrazione si avranno per entrambi gli individui, quello licenziato avrà in più
stati depressivi; il pensiero che più l’assillerà sarà proprio il ricollocamento nel circuito lavorativo, in media avrà cinquant’anni e
ricominciare a cinquant’anni non è come a venti… Ancor di più se la possibilità di un nuovo reiserimento, è quasi utopica perchè lo Stato
non lo considerà e lascia che i suoi giorni scorrano senza una reale soluzione.
il sottile e infido intento è intaccare il nucleo più importante, la famiglia… Quanti italiani oggi si trovano nella condizione di non
poter mettere un piatto in tavola… Questa politica fatta con il “lego” ha portato la chiusura delle fabbriche, la svendita di nostre
compagnie e Marchi importanti, che erano gioielli per la nostra economia. Uno Stato governato da politicanti non potrà mai elevarsi e
crescere economicamente.
Qualche giorno fa, un servizio diceva che sono sempre più le donne a portare i soldi in casa… quindi, la frustrazione nella famiglia è
sicuramente in aumento e le conseguenze possono essere tantissime, la scintilla del litigio è sempre latente…
Quale guerra più subdola è annientare la ricchezza del Paese per obbligarci a stare sotto l’egida di altri Paesi che non aspettano altro che
metterci alla gogna. Per un fine losco che porterà il nostro popolo verso altre terre e altri lidi…
l’obbligo che ci siamo imposti è far parte di un’Europa che ha fallito nelle intenzioni e nei contenuti.
Ordini eseguiti a menadito da parte dei nostri politici che impongono agli Stati l’accoglienza, giusta a mio avviso ma, non deve essere
strumento di facinorosi imprenditori che ne fanno un business sfuttando i profughi per un lavoro sottopagato. Ecco una mina più pericolosa,
quella della guerra tra poveri…
Ognuno di noi, tutti i giorni si confronta con il proprio vicino, per strada, al supermercato, in macchina, in attesa alla posta, fuori dal
proprio portone ecc… il confronto spesso ci trova sconfitti dal pensiero che l’altro può avere… Chi arriva nel nostro Paese ha una
visione dell’Italia come approdo di felicità … poi anche lui si scontra con la realtà, il lavoro per entrambi è latente… In più per una
forma di ignoranza storica, si accusa chi ha combattuto per i propri diritti di chiedere troppo, il rischio che si corre è l’innesco della
miccia per una lite da trasmormare in guerriglia.
La guerra più grave è proprio il terrorismo, quello nato per creare destabilizzazione, un terrorismo che, mi si passi il concetto, ci
proietta in una retrospettiva surreale, alla stregua dei vietnamiti al cospetto degli attacchi dei vietcong… Un terrorismo che ha fini
ancora più tremendi che portano ad una strada senza ritorno…
C’è necessità di trovare compattezza, alleanza, accordo tra noi, per contrastare questo nemico impalpabile.
[Marina Pomante]

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