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Una vita in bilico

La fatica dei giorni è sempre presente, la speranza che resta, è la scelta di una morte dignitosa.
Ogni giorno scegliamo come vivere, dovremmo avere lo stesso arbitrio per la volontà di morire.
L’incidente ha cambiato tutto, troppo e repentinamente, è subentrato il rispetto di se e di quello che si era prima di quel giorno.
Una vita vissuta troppo intensamente, le proprie emozioni afferrate, godute, oggi negate. Non ci si riconosce più, il proprio corpo devastato… E allora, si sceglie di far vincere l’intelletto, si decide di non far del male agli altri e ancor di più a se stessi, si sfida l’esistenza stessa, per sentire ancora il brivido di libertà che ha caratterizzato la propria vita.
Non è facile giudicare un dolore così forte, è troppo drastico!
Uno Stato laico, dovrebbe adoperarsi nel far si che ci siano Leggi adeguate, che permettano di aiutare un essere umano in na scelta così estrema… Siamo ancora troppo lontani da tutto ciò, per colpa della nostra morale, ci nascondiamo dietro cavilli e proroghe che declinano la responsabilità ad altre sedi ancora.
Tutti noi ci accettiamo per quello che siamo, lo accettiamo negli anni, accettiamo i cambiamenti, le nostre rughe, i nostri dolori e il percorso che ci ha portato ad essere quello che siamo… Diventa una sfida ancora più grande, se da un giorno all’altro, la nostra vita è stravolta, “vilipesa” in maniera irreversibile.
Liberarsi dei pensieri negativi ed amare la vita, per quella che è diventata, è come pretendere da un malato di depressione di essere felice.
Ecco che questo dubbio amletico scuote l’opinione pubblica, la morale prende il sopravvento sulla ragione, sull’istinto, sulla volontà dell’individuo. Si ha la presunzione di avere la verità in tasca e con essa, costringere alla scelta.
Per noi credenti la vita ha un valore inestimabile, tuttavia, si dovrebbe avere un atteggiamento benevolo verso coloro i quali, affrontano decisioni così difficili.
La carità cristiana in taluni casi, potrebbe essere di supporto non solo nella parte spirituale ed intimistica, ma anche, verso il percorso che porti al compimento di ciò. L’essere umano, per definizione è debole e fragile e la scelta di accettare tanta sofferenza attiene solo ai Santi.
[Marina Pomante]

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