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Che la guerra tra poveri abbia inizio

 

Un giorno comune, l’ennesimo. Ecco che ad un tratto diventa uno scenario di guerra e di morte.
Un pazzo, un esaltato, che piomba sulla folla, le persone cadono come birilli, fino alla fine della corsa, per poi scendere dalla macchina e proseguire nell’intento prefisso. A tanti km da noi, cosi lontani che però, diventano vicinissimi.
Oggi anche noi ci prepariamo ad un assetto di guerra, è giusto, dobbiamo difendere il territorio. Diventa giusto anche il più abietto pensiero, nessuna delle parti è serena, nessuno oggi è libero. Tutti coinvolti dall’emozione e la paura che la morte inebria.
Il meccanismo elementare e macchiavellico che i “grandi” della terra stanno creando, è la guerra tra poveri, solo i più forti resterenno in piedi, per i deboli nessuna piètà! Basta poco a far innescare la scintilla .
Ognuno conduce la propria guerra nell’annebbiamento della giusta equità e del rispetto dell’essere umano.
Ci troveremo ad avere paura del nostro vicino, del colore della sua pelle, di quello che nasconde dietro la porta della sua casa.
Sono in atto tutte piccole battaglie a formare così una gigantesca, continua, guerriglia urbana.
Tutte motivazioni all’apparenza giuste che celano la natura egoistica.
Il gene umano dell’egoismo così primordiale da non poter far a meno di esplodere in ognuno di noi.
Alziamo i nostri muri, seguiamola la corrente convinti di essere i giusti, quelli dalla parte giusta.
I popoli si troveranno tutti coinvolti loro malgrado nella guerra sempre più imminente.
Siamo sordi e ciechi al grido dell’altrui dolore, con la convinzione e la certezza che siano più forti le nostre ragioni. Imploderemo per il troppo egoismo.
I have a dream…

[Marina Pomante]

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Sotto il fuoco amico

La guerra più subdola che si possa innescare in un popolo, è quella quotidiana fatta di tante privazioni.
Lo Stato che subdolamente fa riforme che annientano anni di battaglie da parte dei lavoratori, calpestando diritti e concedendo al datore di
lavoro l’arma per licenziare… Ecco che si crea un’alienazione, chi resta nel lavoro aumenterà le ore di servizio, per soddisfare i costi di
produzione con un elemento in meno come fosse immerso in una realtà fantozziana. Quindi alienazione e frustrazione si avranno per entrambi gli individui, quello licenziato avrà in più
stati depressivi; il pensiero che più l’assillerà sarà proprio il ricollocamento nel circuito lavorativo, in media avrà cinquant’anni e
ricominciare a cinquant’anni non è come a venti… Ancor di più se la possibilità di un nuovo reiserimento, è quasi utopica perchè lo Stato
non lo considerà e lascia che i suoi giorni scorrano senza una reale soluzione.
il sottile e infido intento è intaccare il nucleo più importante, la famiglia… Quanti italiani oggi si trovano nella condizione di non
poter mettere un piatto in tavola… Questa politica fatta con il “lego” ha portato la chiusura delle fabbriche, la svendita di nostre
compagnie e Marchi importanti, che erano gioielli per la nostra economia. Uno Stato governato da politicanti non potrà mai elevarsi e
crescere economicamente.
Qualche giorno fa, un servizio diceva che sono sempre più le donne a portare i soldi in casa… quindi, la frustrazione nella famiglia è
sicuramente in aumento e le conseguenze possono essere tantissime, la scintilla del litigio è sempre latente…
Quale guerra più subdola è annientare la ricchezza del Paese per obbligarci a stare sotto l’egida di altri Paesi che non aspettano altro che
metterci alla gogna. Per un fine losco che porterà il nostro popolo verso altre terre e altri lidi…
l’obbligo che ci siamo imposti è far parte di un’Europa che ha fallito nelle intenzioni e nei contenuti.
Ordini eseguiti a menadito da parte dei nostri politici che impongono agli Stati l’accoglienza, giusta a mio avviso ma, non deve essere
strumento di facinorosi imprenditori che ne fanno un business sfuttando i profughi per un lavoro sottopagato. Ecco una mina più pericolosa,
quella della guerra tra poveri…
Ognuno di noi, tutti i giorni si confronta con il proprio vicino, per strada, al supermercato, in macchina, in attesa alla posta, fuori dal
proprio portone ecc… il confronto spesso ci trova sconfitti dal pensiero che l’altro può avere… Chi arriva nel nostro Paese ha una
visione dell’Italia come approdo di felicità … poi anche lui si scontra con la realtà, il lavoro per entrambi è latente… In più per una
forma di ignoranza storica, si accusa chi ha combattuto per i propri diritti di chiedere troppo, il rischio che si corre è l’innesco della
miccia per una lite da trasmormare in guerriglia.
La guerra più grave è proprio il terrorismo, quello nato per creare destabilizzazione, un terrorismo che, mi si passi il concetto, ci
proietta in una retrospettiva surreale, alla stregua dei vietnamiti al cospetto degli attacchi dei vietcong… Un terrorismo che ha fini
ancora più tremendi che portano ad una strada senza ritorno…
C’è necessità di trovare compattezza, alleanza, accordo tra noi, per contrastare questo nemico impalpabile.
[Marina Pomante]

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Una vita in bilico

La fatica dei giorni è sempre presente, la speranza che resta, è la scelta di una morte dignitosa.
Ogni giorno scegliamo come vivere, dovremmo avere lo stesso arbitrio per la volontà di morire.
L’incidente ha cambiato tutto, troppo e repentinamente, è subentrato il rispetto di se e di quello che si era prima di quel giorno.
Una vita vissuta troppo intensamente, le proprie emozioni afferrate, godute, oggi negate. Non ci si riconosce più, il proprio corpo devastato… E allora, si sceglie di far vincere l’intelletto, si decide di non far del male agli altri e ancor di più a se stessi, si sfida l’esistenza stessa, per sentire ancora il brivido di libertà che ha caratterizzato la propria vita.
Non è facile giudicare un dolore così forte, è troppo drastico!
Uno Stato laico, dovrebbe adoperarsi nel far si che ci siano Leggi adeguate, che permettano di aiutare un essere umano in na scelta così estrema… Siamo ancora troppo lontani da tutto ciò, per colpa della nostra morale, ci nascondiamo dietro cavilli e proroghe che declinano la responsabilità ad altre sedi ancora.
Tutti noi ci accettiamo per quello che siamo, lo accettiamo negli anni, accettiamo i cambiamenti, le nostre rughe, i nostri dolori e il percorso che ci ha portato ad essere quello che siamo… Diventa una sfida ancora più grande, se da un giorno all’altro, la nostra vita è stravolta, “vilipesa” in maniera irreversibile.
Liberarsi dei pensieri negativi ed amare la vita, per quella che è diventata, è come pretendere da un malato di depressione di essere felice.
Ecco che questo dubbio amletico scuote l’opinione pubblica, la morale prende il sopravvento sulla ragione, sull’istinto, sulla volontà dell’individuo. Si ha la presunzione di avere la verità in tasca e con essa, costringere alla scelta.
Per noi credenti la vita ha un valore inestimabile, tuttavia, si dovrebbe avere un atteggiamento benevolo verso coloro i quali, affrontano decisioni così difficili.
La carità cristiana in taluni casi, potrebbe essere di supporto non solo nella parte spirituale ed intimistica, ma anche, verso il percorso che porti al compimento di ciò. L’essere umano, per definizione è debole e fragile e la scelta di accettare tanta sofferenza attiene solo ai Santi.
[Marina Pomante]

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Piove sul bagnato.

Gli accadimenti di questi giorni, portano a riflettere sulla fragilità del nostro territorio.
Si continua a trascurare l’evolversi dei fattori climatici, anche se, il nostro Paese, periodicamente, è soggetto a catastrofi naturali di grave entità.
Terremoti ed alluvioni costringono la nostra popolazione a pagare un “tributo” fisso, per l’incuria e per la superficialità con cui le nostre amministrazioni affrontano il problema; senza criterio ne logica, senza un progetto di salvaguardia dei nostri agglomerati urbani. Spesso intorno ai fiumi dove insistono coltivazioni e allevamenti e comunque attività rurali, argini o barriere di contenimento sono insufficienti, tanto da non lenire i danni delle piene, provocate dalle forti piogge torrenziali.
La necessità e l’urgenza è proprio, impegnare fondi per una ricostruzione edilizia che rispetti norme antisismiche o architetture che contengano gli argini, senza assistere all’ennesima speculazione, dove tempi e costi sono triplicati e ad ennesimi avvoltoi che, di questi drammi, ne fanno un business. La condizione che vive il cittadino, privato della sua casa, dei suoi affetti e del suo lavoro, comporta in esso una profonda crisi esistenziale e lo Stato deve urgentemente impiegare tutte le proprie forze per sopperire al disagio e alla frustrazione.
Dobbiamo riappropriarci del nostro territorio e impedire ad una Politica negligente, spesso grossolana e “spendacciona” di sfruttare e mercanteggiare sulle nostre vite.
L’auspicio é che i nostri amministratori, coadiuvati dai ministri interessati, affrontino e dispongano seriamente un percorso di orientamento della Politica in tale direzione e promuovano un risanamento dell’assetto geografico del Paese, sempre che la volontà di fare bene, prenda il “sopravvento” sull’interesse privato.

[Marina Pomante]l5zlellumfc5jcsnq0g9-900x500

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TRA LA TERRA E CIELO

Tra la terra e il cielo.
Un sentimento d’amore ci accomuna al cuore pulsante di questa Italia.
Le terre di grandi poeti oggi vibrano e si fanno sentire, destandoci dal torpore della distrazione, rievocando sentimenti sopiti.
Una catena unisce l’Italia, da nord a sud e tutti siamo ad ascoltare il grido di dolore di quelle persone senza casa.
Oggi la nostra terra urla dalle sue viscere, non possiamo eluderne l’ascolto e il richiamo alle nostre origini.
Per i nostri padri che hanno conosciuto il valore della terra stessa e che ancora oggi, per tanti di noi, è motivo d’orgoglio, affinchè queste tradizioni non muoiano, per non consacrarci tutti al meccanismo dell’era industriale, lontano dal nostro cuore e dalla nostra anima.
La bellezza di questi luoghi, opere d’arte che si sbriciolano davanti ai nostri occhi, lasciando spazio solo alla desolazione. Tutelare il nostro patrimonio artistico per non continuare ad offendere la nostra storia.
Ferita ma non abbattuta questa Italia, dalle nostre radici ritroveremo la forza per rinascere.
Scenari che mutano l’orizzonte, ma il sentimento rimane, come Leopardi che, guardando queste terre, scrisse L’Infinto.
Ancora oggi ho voglia di naufragare in questo stupendo mare infinito di colori, che dall’alba al tramonto, diventano un tutt’uno con il cielo.
[Marina Pomante]

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L’Italia crolla sotto le sue macerie

Quest’Italia così seviziata, dove amministrazioni corrotte spesso usano i soldi stanziati per le infrastrutture, in maniera approssimativa, senza criterio e adeguata valutazione.
Dove, per riempire le loro tasche, non si fanno scrupolo ad usare materiali scadenti o peggio ancora, si ignorano solleciti per interventi onde evitare possibili disastri.
L’incuria e l’approssimazione questi mali italiani, in pochi mesi hanno disseminato morte e destabilizzazione. Terremoti che si propagano su tutta la penisola e accentuano la precarietà delle vite sempre più sospese, includendo tutti noi in questa instabilità.
Sempre di più è urgente un sistema che protegga da eventuali disastri ambientali.
Sensibilizzare il problema, mettere in testa a questi politici che costruire con sistemi antisismici non è un’opportunità ma un esigenza, un dovere, una sicurezza.
I loro unici obiettivi sono continuare a tassare il popolo e portarlo verso un sistema di privatizzazione che allungherà sempre di più il gap tra ricchi e poveri.
Questo favorirà solo il controllo sulle masse. Condurre il popolo verso l’autoconvincimento che non sia abbastanza intelligente da scegliere cosa sia meglio e che il meglio sarà quello che lo inibirà da qualunque azione e senza azione, non c’è rivoluzione! Il controllo inibirà la libertà, l’approssimazione anche nella tragedia.
il placebo di offrire un tetto, spostando cittadini dalle zone terremotate ma, non offrire loro un sistema sanitario adeguato da non dover costringere un anziano di 90 anni a comprarsi le medicine e di quelle che dovrebbe prendere, la farmacia gliene può consegnare solo tre, con l’affermazione del farmacista che per le altre medicine, purtroppo serve la ricetta, la ricetta dal medico… Ecco l’approssimazione, quale medico se sono uno sfollato? Dove trovo un medico nel paese?
La notizia di un cavalcavia lasciato all’incuria, questo viviamo. Quante volte avrebbe dovuto mandare il sollecito l’Anas per la chiusura e scongiurare l’ennesima tragedia? Se non ci scappa il morto, neanche le guardie per una denuncia per molestie tra vicini, possono intervenire. Sempre più soli, ecco come ci troviamo, sempre più in balia degli eventi, con uno Stato sempre più assente e massonico che non guarda al benessere del proprio popolo, ma al proprio interesse, ai propri poteri sempre più allargati. L’approssimazione, ecco il male più grave che ci ingloba in una superficialità latente, tanto da non imporre al Governo la correttezza delle informazioni, come la pubblicità sul referendum… Il Si espresso su fondo bianco, mentre, il No su fondo nero. Nell’accezione comune, il nero si associa ad un lutto, a qualcosa di nefasto. nefasto è il No per loro, perchè sarà solo il primo di tanti tasselli che dovremo bloccare, per evitare che questa egemonia prevalga e tolga a noi i diritti di Popolo italiano.
[Marina Pomante]

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Discorso di Calmandrei

Questo discorso che risale al 26 gennaio del 1955, oggi appare quasi scontato ed ovvio, ma all’epoca, intendeva sensibilizzare gli italiani che avevano da poco raggiunto il grandissimo obiettivo di creare la Costituzione e quello che a quasi tutti noi, oggi appare ovvio e scontato, per gli italiani del ’55 non lo era di certo! Quello che invece adesso deve far riflettere e deve far pensare, è che della Costituzione, si è applicato poco ed in maniera incompleta.
La Costituzione deve essere difesa e maggiormente applicata, se si vuol raggiungere, come ossservò Calamandrei, un piena e vera Democrazia. Lo stravolgimento della Costituzione Italiana, non può avvenire e a maggior ragione, quando questo atto, tende implicitamente a limitare la democrazia col rischio di accentrare sempre più i poteri al singolo.
La commozione che assale, è perchè ormai, trattiamo la nostra Costiuzione con troppa superficialità. Permettiamo a questi politici di distruggerla e stravolgerla proprio in ragione dei loro interessi.
In questo discorso, ci sono passaggi fondamentali ed esortazioni all’impegno che dobbiamo avere nei confronti della Costituzione stessa. Gli articoli scritti in essa, come sono realtà inderogabile, sono anche in parte, speranza e rassicurazione all’impegno e al lavoro ancora da compiere… E’ questo il messaggio fondamentale che dovremmo capire l’impegno che i diritti scritti nella Costituzione non vengano depredati o vilipesi.
La Costituzione è un testamento di 100.000 morti non bisogna mai dimenticarlo perchè ci sono stati taliani che hanno perso la vita per la nostra libertà.